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Chiusi in un barattolo di lucciole.

28 marzo 2017

C’era una volta una piccola lucciola,che volando nel buio andava in cerca dell’amore e con il suo piccolo corpicino illuminava le tenebre.
Daniela Pin

Ogni giorno mi sveglio e noto sempre più di avere un discorso in testa.

Mi sveglio ed è come se non mi fossi mai addormentata, come se durante la notte io avessi aperto un monologo con le svariate me e con ognuna di loro avessi parlato parlato e argomentato. Ci può stare contando che parlo troppo.

Stamattina mi son svegliata già con la voglia di parlare e scrivere, senza apparente motivo. Ho puntato tre sveglie, perché una non mi basta mai, e beh, non c’è due senza tre. In realtà è una rovina perché la mia testa si abitua a sentire la sveglia e ordina al corpo di rimanere ancora un pochino li, sempre lì, un po’ più lì e poi sono in ritardo.
Ho fatto pure una colazione non idonea, contando che sto seguendo una dieta. Il mio nutrizionista mi sgriderebbe per questo, ma oggi va così.. è importante​ seguire la dieta ma anche non perdere il treno.

Nonostante tutta la fatica, mi son svegliata già iniziata. Non si dice, o almeno non si è mai sentito, ma è la sensazione che provo. Spesso la mattina quando sono in questa situazione emotiva, mi ritrovo a prendermela con qualcuno.
Oggi è la giornata dell’odio represso verso una vecchia me, che è rinata in un amico.

C’è stato un tempo in cui pensavo di essere innamorata, dico pensavo, perché forse non sapevo ancora cosa fosse l’amore e lo chiamavo tale. In fondo nemmeno ora so cosa sia l’amore, anche se la me ottantenne esce e prova ad insegnarmi a vivere..
Ad ogni modo, ce l’ho a morte con quella me barattolo. Barattolo vuoto.

Vedo ognuno di noi come un barattolo, di vetro, molto fragile.. che si riempie di svariate cose.
Dopo aver letto una storia in particolare, su un blog, in un giorno pieno e ricco d’amore, mi sono resa conto di sentirmi un po’ come una lucciola. Quindi ho iniziato ad associare quella luce all’amore, e mi sentivo chiusa, in un barattolo di lucciole.

Oggi questo barattolo è pieno anche di viti, quelle viti pesanti un po’ arrugginite che vogliono rinnovarsi, un po’ come me, all’idea di lasciare quella brutta esperienza di strano “innamoramento” alle spalle . Delle viti un po’ opache, che hanno bisogno di luce nuova.

Oggi va così, mi sento piena di lucciole per l’amore che mi viene donato e che provo, ma anche di viti vecchie, quelle da scartare. Perché un tempo, in amore, pensavo di aver trovato qualcosa, qualcosa di potente e pesante, che mi distorceva lo stomaco e mi faceva mancare il respiro. Da buona vite bella quale ero, cercavo il mio cacciavite, con la convinzione che io non potessi stare senza lui. Due cose che si completano.

L’ho trovato, l’ho assaggiato e l’ho assaporato. Sembrava tutto perfetto, andavamo splendidamente su ogni superficie​.
Io non vedevo l’ora di essere me stessa, per poter stare con lui, senza rendermi conto che questa cosa mi stava consumando. Ogni tanto allentavo la presa, chiedevo aiuto a qualche rondella.. ma quando lui stringeva, quando mi avvitava bene e forte, finivo lì. Salda, ferma, immobile. Ero un barattolo pieno di viti colorate, un po’ da bambina, con fiori e arcobaleni. Ero bella e carina, ma anche covinta e cieca del fatto che una volta che la vite veniva infissa su una superficie, rimaneva li, e non più dentro di me.

Pian piano mi svuotavo, mi svuotavo per quei momenti insieme che mi rubavano sempre un pezzo di cuore.
Mi svuotavo e davo spazio ad aria, a qualcosa che non sapevo inizialmente potesse ricambiarmi o meno.
C’è mica troppo da incolpare, io mi donavo ed ero talmente assuefatta da quel bel momento di gioia, che non vedevo oltre. Rimanevo li.. quando finiva quel momento, aspettavo, con ansia, quasi nervosismo, che potesse ripetersi tutto quanto. Perdevo pezzi, cadevo a pezzi.

In fondo era un caccia-vite, un caccia me,
quelle vite in me che si donavano e seguentemente svanivano.
Odio, odio questo tipo di persone, ed io ero diventata esattamente come loro.

Le odiavo già prima della mia esperienza, poi beh, si sa che l’amore rende ciechi.. ma ora che mi sono accorta di non essere tale, ma solo stupida per essermi coperta gli occhi, mi sento peggio. Peggio perché, mi immagino, andare in giro, pensando di avere due cuori azzurri nella faccia e invece, avevo solo delle melanzane giganti appiccicate sopra. Odio questo tipo di persone, non è una bella cosa. Odiare è brutto, ma è sempre un sentimento ed io credo nei sentimenti. Credo sia giusto avere passioni, amori, ammirazioni ma anche odio, brutte impressioni, rabbie. Provo rabbia, si anche. Perché non capisco come una persona, in una seconda fase, possa di nuovo assuefarsi.
Sbagliano tutti, io in prima fila.

Ma quando ti accorgi che ti stai svuotando dentro, che ne sei consapevole, come puoi scegliere questo buco?
Come puoi non sentirti completo da solo e nemmeno con l’altra persona?
Ti fai assorbire, completamente, come se abbracciassi una spugna, e tu fossi innamorato fradicio.
Come può una persona annullarsi per un’altra?
L’ho fatto anche io e per molto tempo me lo sono chiesta, se questo fosse amore e se effettivamente potessi essere innamorata.

Non credete, sono orgogliosa magari anche un po’ antipatica, ma sono molto autocritica. Mi sono fatta un bel po’ di menate a riguardo, e continuo tutt’ora a farmene. Come stamattina.
E vorrei anche farle a chi nel mio cuore, sta finendo in questo tunnel. Vorrei farlo, da buona amica dotata di parlantina e senza filtri che sto diventando. Il problema è che non so se sia possibile, se posso prendermi la libertà di ferire una persona. Così. In un secondo e senza apparente motivo.

Io mi sveglio, arrabbiata, e inizio a lanciare le mie viti addosso alla gente, in testa, negli occhi, sul cuore. Non lo trovo giusto, anche se dentro di me sento di poterlo fare per aiutare. Almeno credo.
Oggi va così, c’è chi si sveglia felice, chi si sveglia triste, e chi pieno di cose vecchie, rabbie represse.

Non so cosa farò oggi, o domani, o prossimamente. Se deciderò di lanciarla questa vite di esperienza per poter risuonare contro un ferro qualcosa di assordante, oppure se la lancerò in un pozzo, in un tombino, per allontanarla da me e stare a guardare se qualcuno per caso la trova.

Non so come leggere questa mia sensazione, se reprimerla o ascoltarla.
Di sicuro, alcune viti, me le terrò dentro: una per me, per ricordarmi sempre di quanto la storia arrugginita della mia vita mi possa servire.. e un po’ per gli altri che non si sa mai, ogni tanto ricevere una botta in testa fa sempre bene a tutti.

Ma oggi, per ora, rimango qui, in attesa, un po’ sospesa, aspettando che qualcuno possa magari chiedermela questa vite, e custodirla come un segreto. Un segreto condiviso, piccolo, significativo.
Mi svuoto un po’, aspettando che le mie lucciole arrivino e colorino di nuovo l’ambiente. Che riflettano la loro luce contro quelle viti che la rimbalzano in tutto il barattolo. Che donino per un pochino quella nuova luce di cui le viti hanno bisogno, per rinnovarsi, per insegnare.

Sono così magnifiche le lucciole, quelle cose belle, sentirsi piena. Mai avrei pensato che quella sensazione fosse quella giusta, perchè ora che sono piena, luminosa come le mie lucciole, so di poterle ammirare.
Non ho fretta. In amore non si ha fretta;
se è amore si prende tempo, anche solo per ammirare quella bellezza, quella sensazione, quell’attimo.
Lo si fotografa e lo si rivive, se la luce è forte la si può vedere anche al buio, da soli.
Preferisco riempire il mio barattolo di lucciole, o di farfalle, di emozioni. Ovviamente quando non si ha molta esperienza non si riconoscono subito le lucciole. Sono piccole, fanno quasi il solletico, ti fanno sorridere. Ti riempiono di luce, dentro, fuori. Bisogna tenere strette le persone che ti riempiono di lucciole, che ti colorano un po’ la vita.  L’amore è essere speciali, amarsi per come si è e apprezzare, volere l’altro, non per esser colorati. Una lucciola sa far luce anche da sola.. è speciale anche da sola. Vuole un’altra luce per esser più forte, potente, per colorare insieme.

Lo senti quando la trovi.

2 commenti

Ilaria 30 marzo 2017 at 15:35

“colorare insieme” è amore.
L’importante è capirlo, prima o poi… <3

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Miky 31 marzo 2017 at 11:46

Quanta verità nelle tue parole, credo che in tanti possiamo identificarci più o meno nel tuo scritto, questa è la vita…….
È proprio vero lo senti quando lo trovi!!!!
Io mi ritengo fortunata ad averlo trovato! e me lo tengo stretto!!!
Mi stra piace leggerti, ogni volta sai emozionarmi in svariati modi, be diciamolo sei “spettacolosa”!!!
Alla prossima….. ❤

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