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In fondo, va tutto bene.

19 maggio 2017

Dopo aver scritto tutto ciò, mi sono resa conto di averlo fatto con il fiatone. Ero agitata anche mentre scrivevo, incredibile.
Questo è un post scrittum all’inizio del raccontro, per darvi la possibilità di leggere questa breve scarica di lettere nel modo in cui meglio preferite: potreste donare molta calma alla lettura, così da interpretare meglio ciò che di folle c’è probabilmente in me… oppure potreste aumentare il ritmo leggendolo esattamente come l’ho scritto, e.. non capirci nulla.
Ma in fondo, va tutto bene.

 

La cosa che più mi sconvolge, è che sono sconvolta. Per questo post, volevo “giustificare” la scrittura,ma non mi viene possibile.. quindi non potrò farlo.

Eppure, anche questa cosa banale mi turba.
Ogni tanto, mi succede spesso a dire la verità, mi ritrovo tra me, io e me stessa, a chiedermi perchè io non possa essere in realtà un’unica persona. Perchè io abbia cento persone all’interno che non vanno mai d’accordo, su nulla.

Credo sia alla base dell’essere lunatica. Forse sono anche bipolare, o ho più personalità che è palese non si trovino bene dentro di me. Si accartocciano insieme.

O forse sono semplicemente normale ma non so come gestirmi, come prendermi, come ascoltarmi. Sto studiando come educare le persone e, spesso, non riesco ad uscire da una pozzanghera. La mia pozzanghera.

Ricapitoliamo, ho giorni, veramente strani, in cui tutto ciò che penso e faccio, si alterna tra un sorriso e cento lacrime. Non sono per forza lacrime di tristezza, a volte piango anche perchè sono felice, altre boh, così. Io sono una persona che piange spesso, non me ne vergogno e ne sono consapevole, l’ho presa un po’ come valvola di sfogo.. Le persone urlano, picchiano, tengono il broncio, io invece piango. E parlo.
Beh, si, parlo tanto, ormai l’avete anche capito..

In questi giorni, come oggi, stasera e tante altre giornate così, non importa che tempo ci sia, sole, caldo, nuvolo, tempesta..io sono confusa dentro. Penso a qualsiasi cosa, e la mia testa fa collegamenti astratti alla velocità della luce.. così strambi che, ad un certo punto, mi ritrovo da sola, nei miei pensieri, a chiedermi.. “ma, come ci sono arrivata qui?”.

Ed ogni tanto me lo dico davvero, “cara, gioia, ma come ci sei arrivata qui ?”
Come ci sei arrivata qui, che ogni santa volta ti complichi la vita. Ogni volta che qualcosa va bene scatta dentro di te un assurdo meccanismo per la quale non credi sia possibile che vada bene. Quindi? Beh quindi ci sarà qualcosa sotto.

Pensa a questo, questo e quest’altro, fatti venire i capelli in piedi, gli occhi rossi, la pelle d’oca e..
Si pensa nella tua testa per quale motivo qualcoa potrebbe andare bene. O forse perchè potrebbe andare storto.
O magari ancora pensa perchè pensi di far andare storto qualcosa, che è ancora più ambiguo. E’ così strano..
Quando mi riprendo, dopo essermi per un breve ma lungo e intenso lasso di tempo persa, mi ritrovo qui.
A pensare, di nuovo. A parlare, di nuovo. Con le mie me.. che non capiscono per quale assurdo motivo io debba arrivare a titubare di qualcosa per capire che in fondo, sto bene. Va tutto bene, sono felice.
Cerco dentro di me dubbi, per darmi conferme. Cerco dentro di me ansie per potermi controllare di nuovo.
Chissà, se è un meccanismo inconscio normale che faccio  per potermi tutelare, andare avanti.
O forse perchè sono un po’ per davvero, fuori di me.
Ma in fondo, veramente in fondo, sono fatta così e beh.. tanto vale conviverci.
Alla fine, sto bene. Va tutto bene e sono felice.

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