Home Emozioni di ogni giorno “E intanto era aprile, e il glicine era qui, a rifiorire.”

“E intanto era aprile, e il glicine era qui, a rifiorire.”

10 aprile 2017

Mi piacerebbe avere un grosso giardino per poterci piantare un glicine, e sono sicura che quando avrò una mia casetta, sarà una di quelle piante che non mancherà.

Amo il suo colore, molto pacifico, semplice e delicato.

La sua forma affusolata, lieve, dettagliata, raffinata ma non superficiale.

Amo il suo profumo, che inonda l’intero spazio, l’intero animo.

Ho il vizio, o forse la curiosità, di andare sempre a vedere le proprietà magiche o mitologiche che corrispondono ad un oggetto che mi piace, che mi stimola ed appassiona.
Nel linguaggio dei fiori e delle piante il glicine, in Cina ed in Giappone, simboleggia l’amicizia e la disponibilità.

Tale significato è stato adottato anche dai paesi occidentali, nei quali regalare una pianta di glicine è simbolo di amicizia sincera e riconoscenza.

Oggi passeggiavo con il mio migliore amico. Quello che mi dimostra sempre, ogni volta che mi vede, quanto è contento di essere con me.

Che mi cerca quando non ci sono,

che salta di gioia quando mi vede o quando lo porto a fare un giretto.
Che si siede svelto, e tira su la zampina per lasciarsi fare i grattini. La stessa zampa che poco dopo ti dona, per assaporarsi il suo premio biscottoso.

 

Oggi siamo passati, affaticati, sotto questo enorme glicine color lavanda, sbocciato da qui ad una settimana.. si è girato, come fa sempre con amore, guardandomi con i suoi occhi nocciola dolci, con la lingua di fuori perché stanco da quanto tira.

Cerca sempre il mio sguardo.

Appoggia il suo naso alla mia gamba per ringraziarmi di qualcosa, per averlo reso felice suppongo.

Felice per un giro. Felice con poco.

E lui, nemmeno sa quanto renda felice me. 
Ci siamo fermati, calmi, sotto questa pianta per assaporarla, annusarla e ammirarla.

Eravamo noi due, nel silenzio e nel profumo.
Disponibili l’un l’altra, riconoscenti di quella felicità che ci siamo trasmessi.

Della compagnia ineguagliabile e dell’amicizia, quella vera.
Ho sempre saputo che un cane, un animale, potesse donarmi più di una persona.
Ma mai, come quando l’hai, capisci di quanto amore sia capace di donare un esserino peloso.

Anche se mordicchia, anche se stressa.

 

Lui è il mio primo uomo, il mio primo amico in cima alla lista.
Lui così tenero, geloso e amorevole.
Lui così sincero.
E così, nel nostro bene profondo, ci siamo trovati lì, a legarci ancora di più e a goderci un po’ di spazio nel nostro cuore.
Ci siamo trovati lì ad amarci, vicino a quella pianta che è il simbolo dell’amicizia.
Coincidenze?

 

Titolo: poesia “il glicine” di Pier Paolo Pasolini.

1 commento

Miky 10 aprile 2017 at 15:50

È sempre piacievole leggere queste verità quotidiane che si vivono, i nostri amici pelosi sono parte della nostra famiglia e amano veramente tanto incondizionatamente!
💙🐕💙😍😘

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