L’ansia dei mille interessi.

da Parole di miele

Vi e mai capitato di sentirvi troppo in qualcosa? Buffo vero perché solitamente le persone si sentono piccole, incapaci, insicure. O per lo meno, nella maggior parte dei casi.. Devo ammettere di essere anche io una persona che tende spesso a sminuirsi o a non montarsi troppo la testa, a rimanere con i piedi per terra per evitare delusioni o incertezze.

La verità è che però, mi è capitato di sentirmi “troppo” in qualcosa: non necessariamente troppo brava, abile o capace. Forse grazie alla mia testardaggine riesco, nonostante tutto, a prefissarmi sempre e costantemente obiettivi e raggiungerli. Cado nel tragitto, prendo cartelli in faccia e sudo tantissimo, ma al risultato ci arrivo. E voi direte, beh, mica male no? Che hai da lamentarti?

Ebbene sì, questa sensazione per parecchio tempo l’ho percepita strana. Sbagliata. Mi chiedevo come fosse possibile, nonostante la mia grande soddisfazione di avercela fatta, ad aver raggiunto anche quel traguardo. Le persone a volte mi dicono “caspita ma, quante cose fai?” oppure “cavolo, ma sai davvero fare qualsiasi cosa!”.

Non è proprio così, ammetto di non saper fare molte cose… ed in queste lo riconosco e nemmeno mi ci metto. In ciò che invece mi interessa mi rendo conto di avere buona attitudine e vinco. Traguardo raggiunto. Un’ulteriore spinta nel mio animo e spunta nel mio curriculum.

Poi però mi è capitato di pensare: ma non è che sapendo far tutte queste cose perdi credibilità in ciò che fai? Come se avere troppi hobby facesse di te una persona piena di interessi senza conclusioni?

Mi son chiesta se spesso potessi essere giudicata perché brava a cantare, suonare, ballare, scrivere, cucinare, arrangiarmi nella vita. Sono apparentemente tutte qualità ma, possibile che una persona possa esser così multi-portata? (parola inventata, lo faccio spesso)

Per tempo ho temuto questa sensazione senza però fermare il mio istinto curioso di conoscenza. Per tempo mi sentivo inadatta a dire “ok, lo so fare” e intraprendere un nuovo percorso oltre a quello che facevo. Per tempo mi son sentita in colpa nel dire “ok lo so fare” e accantonarlo, come se avessi sprecato energie, forse. O forse semplicemente temevo qualcosa che stava al di fuori di me e che potesse arrivarmi. Un giudizio probabilmente.

Per tempo son stata convinta e non ho mollato e forse ora, dopo tutta questa strada mi ringrazio e mi chiedo, “perché mai dovrebbe esserci qualcosa di male nello scegliere per sé stessi?”. Perché mai una persona non può saper fare cose? Tante o poche che siano, bene o male che voglia, per tempo o per solo un secondo. C’è un limite se qualcosa ci rende felici?

Così scrivo. Ogni tanto canto. Spesso e molto spesso ballo. Costantemente amo. Abitualmente leggo. Raramente mi fermo e apprezzo, ma a volte succede e capisco che non c’è nulla di sbagliato, anzi. Così suono, cucino, dipingo.

Ecco, non corro.. Se c’è una cosa nella vita che di sicuro non faccio è correre, né per strada, né per un treno, né per sport, né nella vita. Respiro, con parecchie ansie e domande, ma respiro e mi godo lo spettacolo.

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