Per ogni arrivederci.

da Parole di miele

Ormai da molti anni non vado più, anche se probabilmente troppo spesso sarebbe il caso di tornarci. Ci penso; poi provo a cavarmela da sola. Ma torniamo a noi.. molti anni fa, son stata in terapia e l’aiuto di una psicologa mi ha nutrito l’anima. L’ho fatto principalmente per superare la perdita di mia mamma, ed ho capito che in realtà le cose non si superano ma si comprendono.

Direi che ha funzionato, per certi versi. Ora mi prendo molto cura di me, dei miei sentimenti che troppo spesso son ancora sconosciuti e immensi. Dura la vita per le persone sensibili, grandi viaggi di scoperte ma sempre molto faticosi.

Ricordo però, che un giorno particolare, in una mia seduta con C. mi son ritrovata ad odiarmi, completamente. Continuavo a ripeterle che ero stanca di continuare a piangere per ogni singola cosa: per la gioia, il dolore, l’ansia, il nervosismo, la felicità. Piango anche quando non capisco cosa sto provando. Costantemente. Ero stanca di dare alle persone togliendomi costantemente pezzi di me, senza poter esserne felice. Non che mi aspettassi di aver qualcosa indietro, assolutamente. Ma tanto meno di esser usata, ignorata, maltrattata, senza esser presa in considerazione. Temevo molto la mia bontà, o almeno quella che pensavo di avere. Odiavo la mia disponibilità e il veder “bello” delle cose. Come se nella vita, nonostante ciò che mi è successo, ci fosse sempre del bello da vedere. Ricordo che ero confusa, triste e rammaricata, di me stessa.

Ricordo che non mi accettavo e probabilmente non accettavo nemmeno ciò che mostravo agli altri. Non accettavo di pormi in questo mondo nel mondo ne tanto meno come gli altri, nel mondo, si ponevano a me.

Ovviamente, visto i miei sentimenti ballerini, son instabile anche anche nelle giornate, nelle ore e nei minuti. Potrei esser qui a ridere con te per una cosa divertentissima e tra un’ora pensare che tutto quanto sia uno schifo. Eh si, non è colpa del ciclo ne degli ormoni.. ma semplicemente son fatta così. Lunatica.

Qualche settimana fa mentre prendevo lezioni di inglese mi sono descritta come “lunatic” per poi capire che non vuol dire come in italiano che cambi umore velocemente, ma che sei pazza. Pazza davvero. Quindi forse l’inconscio ha lavorato per me.

Torniamo a noi … in quella giornata primaverile che non aveva nessun sapore e i colori dei fiori nemmeno si notavano. Piangevo e non capivo.

Qualche giorno dopo, son ritornata e in modo spensierato cercavo di gioire delle piccole cose. Che non erano affatto piccole. Raccontavo a C. con un grande sorriso di aver trovato la strada giusta. Di esser andata ad un open day universitario e che forse, per la prima volta, avevo capito cosa fare della mia vita. Nonostante i 20 anni e tanti sbagli ancora davanti.. Avevo trovato ciò per cui non vedevo l’ora di spendere soldi, prendere un treno e studiare. Studiare, io!

La visita, e son sicura non esser stata l’ultima.. nella mia testa si conclude così, con una sua frase che ormai da 5 anni mi accompagna e diventa sempre più vera.

“Dafne; sei una persona speciale e davvero sensibile.. questo non dev’essere un tuo limite. Hai solo bisogno di circondarti di persone che ti permettano di esprimerti come sei e di ricambiare questo tuo dono. Nel percorso che hai scelto di intraprendere troverai tante persone come te, e ne sarai felice. Ti donerà tanto.”

Ed è così. Da 5 anni a questa parte, la mia vita si è arricchita di persone straordinarie. E ogni giorno che passa, ogni lavoro che cambio, ogni strada che percorro, lo faccio col sorriso.

Non è facile, perché si deve andare avanti e spesso la gioia dell’incontro di qualcuno si trasforma in un piangente saluto verso un arrivederci. Perché ovviamente piango ancora, i sentimenti lottano costantemente ed io rimango com’ero. Più consapevole ma sempre la stessa.

E non dimentico nessuno, perché nel mio cuore ogni persona è lì. E d’innanzi ad un nuovo saluto, oggi, mi ritrovo in balia di questa tempesta emozionale (di nuovo). Ma amo, amo, amo il mio lavoro. E credo fortemente nelle persone. Grazie, ad ognuno di voi.

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