Primo segmento: notte come mistero.

da Parole di miele

Ti senti precipitare giù, come quando chiudi gli occhi e ti lasci andare ma vedi solo nero.
E se è notte c’è poco da esplorare, perché se li riapri non vedi. E’ tutto buio attorno a te.

Hai paura.. ma non puoi scappare, sei costretto a rimanere, a sentire il tuo respiro affannarsi e il tuo cuore battere all’impazzata. Buio e mistero fuori, buio e mistero dentro. Sei costretto a farlo, a sprofondare nel letto, sulla poltrona, nelle tue ossa, fredde. Si ha davvero bisogno di luce per vedere?

Oppure tutte queste percezioni sono così reali, fini, necessarie. Non pensavo di poterlo fare, di poter scrutare i miei angoli nascosti, di spaventarmi o di imparare a conoscerli. Forse forse, sto galleggiando tra i miei pensieri, i miei dubbi, le mie sicurezze e le mie perplessità. Il lato nascosto delle cose, il lato in ombra di me. La notte mi permette questo, di esplorare ciò che di me, di giorno non appare.
Mi capovolge, mi perlustra. Mi intreccio.
La notte è il posto della domanda, del buio.
Lo spazio in cui mi apro e posso lasciarmi così. Sospesa. La notte è dove sono sola, con me.

Tutto questo finirà, io lo so, ma non so quando. Quanto manca? quanto dura? Quanto devo rimanere pervasa da tutto questo? Sto nella domanda, nelle domande, in me. Rimango in attesa, lasciandomi attraversare da questa notte.

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