Secondo segmento: notte come ricordo.

da Parole di miele

“Dimenticare non è sempre negativo. E’ necessario mettere giorni, tra le notti, per poter proseguire, andare avanti, superare le avversità. Superare la notte vuol dire esser ancora vivi”.

Ogni notte è diversa per ognuno di noi. Nel momento in cui la viviamo e anche nel momento in cui la ri-viviamo, o la ricordiamo. Come se la luce del sole annebbiasse il buio, offuscasse il resto.

Se il buio è il fulcro, capisci così che la luce ti acceca, che non ti permette di vedere davvero, non fa emergere particolari, bellezze, unicità, che emergono solo nel silenzio, nella solitudine, in noi. La notte non si ferma, non si governa, non si programma. La notte ci colpisce, come la bellezza inaspettata, ci esplora, si lascia passare, scrutare, ascoltare.
E se la bellezza richiede passività allora nella notte tutto diviene essenziale.
Parole, gesti, pensieri, respiri ed emozioni hanno un maggiore peso.
Si recuperano le profondità dell’anima, ciò che è vero. Sprofondiamo in noi, nel nostro respiro, e nel riposo.

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