Terzo segmento: notte come libertà.

da Parole di miele

Sono al sicuro, lì, in me. C’è tanto mistero e paura che mi immerge, come la notte.

Ma niente di estraneo in me può sfuggirmi.
Tutto ciò che è in me può esser conosciuto. Proprio perché è in me.
Quindi, prendo per mano la consapevolezza e riprendo il cammino, filosofo in me.
Con saggezza, e curiosità di conoscenza. Mi sento al sicuro, in questo letto, in queste lenzuola. Mi recupero. Se addormentarmi all’inizio lo temevo, ora che mi lascio andare prendo sicurezza. Perché lasciarsi andare in questo buio, in questo mistero, è solo sinonimo di fiducia.
Ti permetto di restare, se vuoi. Di sostare al mio fianco, perché chiuderò gli occhi, sprofonderò e mi fiderò di te. Ed ora sogno, vivo in un mondo altro. Creo, mi lascio nuovamente andare. Creatività ha la stessa radice della parola crescere. Lascio crescere idee dentro me: parole, immagini, io.
La notte diviene così uno scrigno, in cui le parole assumono un rilievo diverso.
Notte come culla del pensiero.
Nel buio, nella paura, quindi.. io creo, io cresco. Come mai abbiamo sempre così tanta paura della paura? Perché non impariamo solo a conoscerla, ad affrontarla, a viverla? La notte la temevo. Eppure, è proprio lei che in questa dimensione me lo permette.

Mi prendo così cura di me. La notte mi limita ma mi permette di capire cos’è la vera libertà. Vedere il mondo un po’ sfocato ogni tanto è anche rilassante, divertente e ti da l’idea di essere libera. Con gli occhiali, o anche senza, si può vedere il mondo in modo differente. Possiamo vederci sì, in modo differente. Siamo vivi.

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